Arcobaleno a Forni di Sopra

Anciuti Music Festival: musica incorniciata dalle Dolomiti Friulane

A Forni di Sopra, Perla friulana tra la Carnia ed il Cadore, alle porte dell’odierno Parco Naturale Regionale delle Dolomiti Friulane, nasceva nel 1674 uno dei più straordinari artigiani che hanno dato lustro all’arte e alla musica del nostro Paese: Giovanni Maria Anciuti. Dalla sua nascita ad oggi è passato molto tempo, ma Forni di Sopra ricorda il suo concittadino con un Festival che non ha eguali, un’occasione per riscoprire la musica antica e per visitare questa meravigliosa località.

Sulle tracce di Giovanni Maria Anciuti

Fino a pochi anni fa la figura di Giovanni Maria Anciuti era avvolta dal mistero. Di lui parlavano solo gli strumenti musicali che portano la sua firma, di cui oggi si conservano alcune decine di esemplari nei principali musei d’Europa. Tra questi 12 flauti dolci e 44 oboi. Pezzi unici e leggendari, caratterizzati da una qualità costruttiva e musicale eccelsa, per certi versi insuperata. I suoi strumenti venivano realizzati con materiali esotici e preziosi come l’avorio, l’argento, l’ebano, il palissandro e il grenadiglio. A renderlo famoso nel tempo, furono le innovazioni introdotte dal maestro di Forni nella forma dell’oboe francese, facendo sì che si consacrasse uno dei padri di questo strumento. Fu proprio per la riconosciuta maestria dei suoi lavori che noi, oggi, conosciamo Giovanni Maria Anciuti come “lo Stradivari dell’oboe”.

Johannes Maria Anciuti, flauto in avorio

 

Una minuziosa indagine d’archivio condotta nel 2008 da Francesco Carreras e Cinzia Meroni ha restituito alla figura leggendaria di Giovanni Maria Anciuti un contorno storico, rivelando significativi dettagli della sua biografia. Partendo da Milano, dove si è prevalentemente svolta l’attività del Maestro, i ricercatori hanno trovato il contratto di dote (dotis confessio) siglato dal fornese con il futuro suocero nel 1699, nel quale lo si citava come

nativo «della Pieve del Forno di Sopra»… nello Stato Veneto, che permette di chiarire le ragioni della presenza, quasi costante, nel marchio apposto ai suoi strumenti del leone alato di S. Marco, simbolo della Repubblica di Venezia.

Fino ad allora, si era ipotizzato che il cognome Anciuti fosse addirittura uno pseudonimo derivato da «ancia» e che il simbolo di Venezia fosse legato a rapporti commerciali o clientelari intrattenuti dal costruttore con personaggi della Serenissima. L’attestazione del nome e il riferimento a Forni di Sopra ha invece consentito di spostare le ricerche tra le splendide valli della Carnia, dove ancora oggi abitano due rami della famiglia Anziutti. Unico figlio maschio di una famiglia possidente e agiata, Giovanni (Johannes) Maria ricevette una buona istruzione svolgendo il suo apprendistato nella città di Venezia, forse presso uno zio costruttore di flauti.

L’Anciuti si insedia a Milano prima del 1699, dove si sposa e avvia un’apprezzata attività di costruttore di strumenti ad ancia. Tra i suoi committenti più illustri vi è quasi certamente l’oboista e compositore milanese Giuseppe Sammartini, fratello di Giovanni Battista, virtuoso dello strumento e autore di sei deliziosi concerti diventati poi pietre miliari del repertorio oboistico. Nel 1727 Sammartini si trasferisce a Londra al servizio del principe di Galles, portando con sè gli strumenti firmati da Anciuti.

Giuseppe Sammartini (1695-1770)

Il Maestro muore nel 1744 a Milano. Nonostante siano faticosamente riusciti a dare un volto e un’origine alla sua leggenda, gli studiosi lamentano ancora ampie lacune nella ricostruzione biografica, da colmare con ulteriori ricerche negli archivi di Milano e Venezia.

Un Festival per ricordare il grande maestro di Forni di Sopra

L’Amministrazione e la popolazione di Forni di Sopra sono giustamente orgogliose del loro concittadino. E non può non affascinare il fatto che alcuni dei più pregevoli e perfetti strumenti musicali mai realizzati dalla mano dell’uomo siano legati a territori così fiabeschi e remoti. Per celebrare le doti di questo grande personaggio, dal 2017, la Perla friulana ospita l’Anciuti Music Festival, occasione unica per visitare Forni di Sopra e per lasciarsi deliziare da artisti provenienti da tutto il mondo.

Anciuti Festival Bled
Dorelab Quartet in concerto sul lago di Bled nel 2018

Infatti l’eco che ha fatto seguito dalle passate edizioni ha suscitato, nell’ambito della Musica Antica, un crescente interesse, richiamando così artisti, costruttori, studiosi, ed espositori di strumenti musicali antichi.

Un’edizione speciale ai tempi del Covid

Rispetto alle passate edizioni “itineranti” il programma 2020, per questioni connesse ai vincoli delle disposizioni legate alla pandemia Covid19, si concentrerà quasi esclusivamente quest’anno nel territorio di Forni di Sopra. A una serie di appuntamenti concentrati fra il 27 e il 29 agosto, si aggiungono quattro suggestivi “Concerti al Tramonto”, che si terranno nel tardo pomeriggio e consentiranno di ammirare i boghi di Forni di Sopra.

Anciuti Music Festival - Concerto al tramonto
Anciuti Music Festival – Concerto al tramonto

Le esibizioni, orientate al genere cross-over, impiegheranno l’oboe e gli strumenti affini in contesti etnici, folk, pop e jazz, spaziando dall’epoca del Rinascimento ai giorni nostri.

Highlight dell’Anciuti Music Festival 2020 la presentazione, in prima mondiale (il 28 agosto), del controfagotto “Testa di Drago”, copia del prezioso strumento conservato al Mozarteum di Salisburgo (unico esemplare Anciuti al mondo) realizzata dal liutaio Alberto Ponchio.

Gli echi della musica barocca arricchiranno così ulteriormente il fascino esercitato da queste montagne, la cui bellezza ha ispirato uno dei capitoli più alti della storia musicale europea.

Un’occasione di promozione del territorio

Forni di Sopra ripone grandi aspettative in questo evento, come conferma il sindaco Marco Lenna: «Il festival è ormai diventato un must per il nostro territorio e per il pubblico, che gli riserva un’attenzione via via crescente. L’obiettivo, adesso, è quello di radicare ulteriormente l’evento, tramite la creazione di una specifica filiera che ci consenta, in parallelo, di valorizzare la figura di Giovanni Maria Anciuti, di promuovere queste zone in termini turistici e di generare occasioni occupazionali. Primo step sarà la creazione di una serie di flauti, utilizzando il legno certificato dei nostri boschi e, fra l’altro, recuperando quello abbattuto dalla tempesta Vaia, nel 2018: daremmo lavoro, così, a liutai del luogo, lanciando nel contempo un messaggio di rinascita. Il secondo, auspicabile passaggio sarebbe l’avvio di un progetto transfrontaliero per la realizzazione di un piccolo laboratorio artigiano per la produzione di strumenti a fiato». Da non perdere dunque l’abbinamento vincente fra montagna e musica, un fiore all’occhiello dell’offerta di tante Perle Alpine in questa estate 2020 in cui il turismo si riscopre all’insegna della qualità e dello stare all’aria aperta.

 

Dolomiti Friulane a Forni di Sopra – Magia di colori

 

Pubblicato da Piui

Piui

Musicista, blogger e scrittore, nel tempo libero dirige due aziende.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *