Le delizie della Val Passiria

Quando la neve si scioglie e il sole fa schiudere i primi boccioli, il “Langis”, la primavera della Val Passiria, è ormai alle porte. I sentieri riparati dopo le lunghe ghiacciate sono pronti per accogliere i visitatori che desiderano godersi la natura delle montagne incantate a nord di Merano.

Oltre agli innumerevoli sentieri escursionistici, l’alta Val Passiria e il territorio della fiabesca Perla di Moso offrono anche la possibilità di assaporare il paesaggio con il palato, grazie a una ricca tradizione enogastronomica che unisce il meglio della corposa cucina di montagna con la raffinatezza degli ingredienti mediterranei. Qui i canederli incontrano la pasta, la rosticciata del contadino va a braccetto con il vitello tonnato. Su tutto dominano i sapori genuini degli ingredienti freschi che restituiscono i profumi e la schiettezza dell’ambiente alpino.

Patate e carne alla griglia.

Molte delle specialità tipiche dell’Alto Adige affondano le loro radici nel mondo contadino. Ricette antiche e tramandate da generazioni come la Muas (farina cotta nel latte fresco) o lo Schwarzplentener Riebl (frittata di grano saraceno) rivivono nei menu dei ristoranti della valle e negli eventi gastronomici a tema, come la “Cucina contadina Alta Val Passiria”.

Particolarmente rinomato è lo speck della Val Passiria, uno dei simboli dell’Alto Adige che nella valle di Moso è diventato una vera e propria istituzione. Qui si allevano ancora i maiali in malga, in un ambiente libero e incontaminato che aggiunge i profumi dell’aria d’alta quota alle carni. La stagionatura avviene con i metodi tradizionali, in cantine ben areate e con l’aggiunta di spezie ed erbe. I piccoli produttori locali garantiscono produzioni limitate e di qualità utilizzando ingredienti a chilometro zero. Sono tanti i modi di gustare questa eccellenza culinaria: da solo con una fetta di pane di segale e un buon bicchiere di Lagrein o Gewurtztraminer, o come ingrediente nei canaderli, nella minestra e nell’insalata, o ancora per avvolgere le verdure di stagione e le carni…

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Lo speck della macelleria Zeppichl, a Plan (Moso in Passiria).

Grazie alle tecniche di macellazione e lavorazione tramandate da secoli, le popolazioni montane hanno potuto conservare e apprezzare le carni suine per tutto l’anno e utilizzarle per insaporire i piatti “poveri” della tradizione contadina dando loro un’impronta inconfondibile. Di seguito proponiamo una ricetta semplice ma sostanziosa e prelibata che utilizza gli ortaggi tipici delle coltivazioni in quota e la parte più grassa dello speck.

CREMA DI PATATE E PORRI CON STRISCE DI PANCETTA TOSTATE

INGREDIENTI (per 4 persone) • 500 g di patate di montagna sbucciate • 1 porro • ½ cipolla • 1 litro di brodo di carne • ⅛ l di panna fresca • 1 spicchio d’aglio • burro di malga • pane raffermo • strisce di pancetta tostate.

PREPARAZIONE Lavare bene le patate e il porro, tagliare le patate a cubetti. Sciogliere il burro in una casseruola. Brasare la cipolla e l’aglio tritati finemente fino a quando non sono traslucidi. Aggiungere le patate e il porro, cuocere a vapore brevemente. Versare nel brodo di carne e cuocere per mezz’ora. Aggiungere la panna, frullare con burro freddo, passare attraverso un setaccio, condire con sale e pepe e servire con pancetta tostata e crostini di pane.

Foto Credits: Petra Widmann

 

Pubblicato da Piui

Piui

Musicista, blogger e scrittore.

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