Menù delle Feste in stile Alpine Pearls

Natale è alle porte e Capodanno dietro l’angolo: il periodo perfetto per stare in cucina a sperimentare nuove e antiche ricette e comporre il menù delle feste. Tutte le Perle delle Alpi vantano una lunga tradizione culinaria, fatta di sapori adatti a tutti i palati. Spesso le origini di questi piatti si perdono nella storia, ma l’importante è che siano tutti deliziosi e semplici da preparare in casa, o da gustare sul posto. Scopriamo insieme un po’ di ricette per un menù delle feste invitante, goloso e in tipico stile Alpine Pearls.

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Limone Piemonte e lo sci per diversamente abili

Limone Piemonte, un paradiso situato sulle Alpi Marittime piemontesi, a un passo dalla Francia, ma anche vicino al mare ligure. Una Perla Alpina incastonata a 1000 metri d’altezza, protetta dal Colle di Tenda e raggiungibile comodamente in treno. La località ideale per chi ama gli sport invernali e il relax, ma non solo. La Scuola di sci di Limone è stata tra le prime in Italia a dedicarsi anche allo sci per diversamente abili. Abbiamo ascoltato la storia di Elisa Marro, maestra della scuola di sci di Limone, che da anni insegna anche ai ragazzi portatori di disabilità mentali, sensoriali e allievi con gravi difficoltà motorie. Elisa ci ha raccontato delle neve candida, dei panorami da togliere il fiato e dell’associazione SportAbili. Scopriamo insieme la sua storia.

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Sguardo alla Sostenibilità: incontro uomo-ambiente dalla Sociologia

In occasione del Press Trip organizzato da Alpine Pearls la scorsa settimana a Bled, abbiamo avuto il piacere di conoscere Daniele Del Bianco. Direttore dell’Istituto di Sociologia Internazionale, ISIG, Daniele si è formato presso le Università di Trieste, Londra e Hong Kong studiando scienze sociali, politiche e amministrative. Il prof. Del Bianco, tra l’altro, è da alcuni anni un brillante ispiratore e stretto collaboratore di Alpine Pearls.

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Aldo Baudino: lo sci paralimpico sulle nevi di Limone

Aldo Baudino, classe ‘64, campione italiano Fisip di slalom speciale per diversamente abili nel 2016 e vincitore del titolo nazionale per il CSI di slalom e gigante nel 2017. Uno sciatore, uno sportivo che ha imparato a sciare “da seduto” sulle nevi di Limone Piemonte, la Perla Alpina che sorge sulle Alpi Marittime, con l’associazione SportAbili. Abbiamo fatto due chiacchiere con lui per capire il suo punto di vista e comprendere il suo legame con la neve e le piste di Limone, che da sempre accolgono anche sciatori diversamente abili, dando la possibilità a tutti di provare il brivido della discesa. Scopriamo insieme la sua storia

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L’avvento di Berchtesgaden

Il periodo natalizio sulle Alpi è tempo di raccoglimento ma anche di festa. Da millenni, nei mesi più bui dell’anno le popolazioni alpine si preparano ad accogliere e invocare il ritorno della luce solare intrecciando antiche tradizioni solstiziali alla narrazione cristiana della nascita di Cristo «luce del mondo». Così una delle più antiche antifone mariane:

Ave, Regína cælórum,
ave, Dómina angelórum,
salve, radix, salve, porta,
ex qua mundo lux est orta.

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Mobilità elettrica nelle Perle delle Alpi

La mobilità dolce è la pietra angolare della filosofia Alpine Pearls. Trascorrere una vacanza «dolcemobile» significa ascoltare i silenzi della natura e viverne i ritmi spostandosi a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici. Anche la valorizzazione delle fonti energetiche alternative contribuisce ad attenuare l’impatto della mobilità in montagna: biciclette a pedalata assistita, auto, scooter e altri veicoli elettrici offrono oggi lunghe autonomie operative e la possibilità di spostarsi senza rinunciare ai comfort dei loro omologhi più inquinanti.

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A Ceresole Reale, nel 1874

Prima del 1995, quando fu costruita la galleria che a Noasca si infila nella montagna a quota 1168 m e, dopo 3 chilometri e mezzo, catapulta i viaggiatori ai 1451 m della Borgata San Meinerio, la salita a Ceresole Reale lungo la vecchia strada statale 460 doveva restituire almeno una vaga idea delle emozioni e delle fatiche dei primi turisti che si sono spinti fin qui.

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Chamois, il paese senza macchine

Disposto a sud-est nella Valtournenche, Valle d’Aosta, a 1800 metri sul livello del mare, sorge il piccolo comune di Chamois. Un meraviglioso borgo montano all’ombra del Cervino, che dal 2006 è entrato a far parte delle 25 Perle delle Alpi. Un luogo immerso nel silenzio, dove il tempo sembra essersi preso una pausa, per meglio contemplare il paesaggio incontaminato e sconfinato. Una scommessa di integrità e rispetto della natura che si è concretizzata nella scelta – datata 1955 – di negare l’accesso al paese alle automobili. Un intero comune, l’unico in Italia, libero dall’asfalto, e raggiungibile a piedi, in funivia o in piccoli aeroplani grazie al primo “altiporto” d’Italia.

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Bière de Chamois – La birra “ad alta quota”

Chamois è un comune montano della Val d’Aosta, situato a 1800 metri d’altezza, l’unico in Italia non raggiungibile dalle automobili: una perla delle alpi incastonata nella Valtournenche, alle pendici del Cervino. Qui, da quattro anni a questa parte, è partito un progetto ambizioso e coraggioso: riportare le colture di orzo per produrre birra ad alta quota. Un sogno che il torinese Mario Lovaglio ha realizzato grazie al sostegno degli amici e di sua moglie Claudia, oltre che all’aiuto di una figura eminente del luogo: Emilio Lettry, classe 1931, protagonista del documentario a lui dedicato dal regista Joseph Péaquin e ultimo abitante della frazione di Suisse, una delle cinque che compone il comune di Chamois. Con Mario nasce la Bière de Chamois Emilius, scopriamo insieme la sua storia.

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Da Malles a Valdidentro – Il passo dello Stelvio

Quando nei primi anni dell’Ottocento l’ingegner Carlo Donegani ricevette incarico dall’imperatore Francesco II d’Asburgo-Lorena di tracciare una strada carrozzabile a collegamento del Contado di Bormio con il Vinschgau, i due versanti erano province dello stesso impero. Donegani era bresciano, aveva studiato a Roma e a Bologna e si era esercitato come ingegnere stradale nella Marca Anconitana durante il dominio francese. Rientrato in Lombardia firmò e realizzò i progetti delle strade che ancora oggi disegnano la dorsale dell’immaginario turistico montano in Lombardia: la Lecco-Colico a oriente del lago di Como e la sua prosecuzione fino a Chiavenna, e da lì alle praterie dello Spluga per poi scendere in Svizzera. E, appunto, lo Stelvio.

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