Otepovci – Le maschere del nuovo anno a Bohinj

La sera di Santo Stefano a Stara Fuzina e Studor urla gioiose e il suono di una fisarmonica scaldano e riempiono di allegria l’atmosfera ovattata dalla neve. E la sera di Capodanno gli abitanti dei pittoreschi villaggi dell’Alta Valle di Bohinj danno ancora il benvenuto alle maschere del nuovo anno, le tradizionali “Otepovci“. Siamo nel cuore delle Alpi Giulie, in luoghi da fiaba dove l’inverno rende i paesaggi ancora più magici e le cime delle montagne sembrano attrarre con la melodia delle loro leggende. 

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Limone Piemonte e lo sci per diversamente abili

Limone Piemonte, un paradiso situato sulle Alpi Marittime piemontesi, a un passo dalla Francia, ma anche vicino al mare ligure. Una Perla Alpina incastonata a 1000 metri d’altezza, protetta dal Colle di Tenda e raggiungibile comodamente in treno. La località ideale per chi ama gli sport invernali e il relax, ma non solo. La Scuola di sci di Limone è stata tra le prime in Italia a dedicarsi anche allo sci per diversamente abili. Abbiamo ascoltato la storia di Elisa Marro, maestra della scuola di sci di Limone, che da anni insegna anche ai ragazzi portatori di disabilità mentali, sensoriali e allievi con gravi difficoltà motorie. Elisa ci ha raccontato delle neve candida, dei panorami da togliere il fiato e dell’associazione SportAbili. Scopriamo insieme la sua storia.

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Aldo Baudino: lo sci paralimpico sulle nevi di Limone

Aldo Baudino, classe ‘64, campione italiano Fisip di slalom speciale per diversamente abili nel 2016 e vincitore del titolo nazionale per il CSI di slalom e gigante nel 2017. Uno sciatore, uno sportivo che ha imparato a sciare “da seduto” sulle nevi di Limone Piemonte, la Perla Alpina che sorge sulle Alpi Marittime, con l’associazione SportAbili. Abbiamo fatto due chiacchiere con lui per capire il suo punto di vista e comprendere il suo legame con la neve e le piste di Limone, che da sempre accolgono anche sciatori diversamente abili, dando la possibilità a tutti di provare il brivido della discesa. Scopriamo insieme la sua storia

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A Ceresole Reale, nel 1874

Prima del 1995, quando fu costruita la galleria che a Noasca si infila nella montagna a quota 1168 m e, dopo 3 chilometri e mezzo, catapulta i viaggiatori ai 1451 m della Borgata San Meinerio, la salita a Ceresole Reale lungo la vecchia strada statale 460 doveva restituire almeno una vaga idea delle emozioni e delle fatiche dei primi turisti che si sono spinti fin qui.

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Bière de Chamois – La birra “ad alta quota”

Chamois è un comune montano della Val d’Aosta, situato a 1800 metri d’altezza, l’unico in Italia non raggiungibile dalle automobili: una perla delle alpi incastonata nella Valtournenche, alle pendici del Cervino. Qui, da quattro anni a questa parte, è partito un progetto ambizioso e coraggioso: riportare le colture di orzo per produrre birra ad alta quota. Un sogno che il torinese Mario Lovaglio ha realizzato grazie al sostegno degli amici e di sua moglie Claudia, oltre che all’aiuto di una figura eminente del luogo: Emilio Lettry, classe 1931, protagonista del documentario a lui dedicato dal regista Joseph Péaquin e ultimo abitante della frazione di Suisse, una delle cinque che compone il comune di Chamois. Con Mario nasce la Bière de Chamois Emilius, scopriamo insieme la sua storia.

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Da Malles a Valdidentro – Il passo dello Stelvio

Quando nei primi anni dell’Ottocento l’ingegner Carlo Donegani ricevette incarico dall’imperatore Francesco II d’Asburgo-Lorena di tracciare una strada carrozzabile a collegamento del Contado di Bormio con il Vinschgau, i due versanti erano province dello stesso impero. Donegani era bresciano, aveva studiato a Roma e a Bologna e si era esercitato come ingegnere stradale nella Marca Anconitana durante il dominio francese. Rientrato in Lombardia firmò e realizzò i progetti delle strade che ancora oggi disegnano la dorsale dell’immaginario turistico montano in Lombardia: la Lecco-Colico a oriente del lago di Como e la sua prosecuzione fino a Chiavenna, e da lì alle praterie dello Spluga per poi scendere in Svizzera. E, appunto, lo Stelvio.

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